Giovanni Bandiera

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Lunedì, 14 Ott 2019

Diagnosi

Lunedì 03 Gennaio 2011 21:54 Pubblicato in Aneurisma

Come viene rilevato l’aneurisma dell’aorta addominale?

In alcuni pazienti l’aneurisma viene diagnosticato casualmente nel corso di accertamenti effettuati per altre patologie o di ecografie eseguite per motivi diversi (ad esempio per disturbi renali, o prostatici, o calcolosi biliare).
La presentazione clinica del paziente con aneurisma aortico è diversa a seconda della localizzazione della lesione. Nella maggioranza dei casi (in circa il 75%) l’aneurisma dell’aorta addominale è asintomatico. Può essere presente dolore addominale e/o dorsale quando l’aneurisma è in fase di rapida espansione, dà compressione su strutture circostanti o è complicato da rottura. L’aneurisma asintomatico può essere rilevato occasionalmente nel corso di esame fisico o dal paziente stesso, in seguito a indagine radiologica o ecografica su altri sistemi o addirittura durante una laparotomia.
All’esame fisico molto spesso si rileva una massa addominale profonda pulsante, con consistenza teso-elastica, talora dolorabile. La pulsatilità è diretta e asincrona con il polso. La massa può essere mediana, però più spesso è lateralizzata a sinistra, eccezionalmente a destra. L’aneurisma può non essere rilevabile alla palpazione se di piccolo diametro, se è trombizzato o se il paziente è obeso.
Qualora vi sia il sospetto di aneurisma, il medico di famiglia invia il paziente ad uno specialista in chirurgia vascolare per un consulto. Il medico di famiglia o lo specialista prescrivono un esame ultrasonografico dell’addome, un’indagine indolore, che dura pochi minuti e non necessita di ricovero. Viene effettuata per verificare se l’aneurisma è presente e per misurarne le esatte dimensioni.

 

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a) Aorta normale b) Aneurisma dell'Aorta addominale

  

 Le indagini diagnostiche utili nel caso di aneurisma dell’aorta addominale sono:
1)   La radiografia dell’addome, che permette di evidenziare il profilo di un aneurisma con pareti calcificate. Tale indagine oggi non è da ritenersi di uso corrente. Tuttavia non va ignorata la sua importanza: nel paziente sottoposto a tale esame per vari motivi il rilievo dei reperti descritti consente di formulate la diagnosi di aneurisma e quindi di procedere con indagini più appropriate.
2) L’ecografia è l’indagine di primo approccio per la sua semplicità, rapidità e ripetibilità, oltre che la sua accuratezza diagnostica. Attraverso scansioni longitudinali e trasversali consente di formulare la diagnosi di aneurisma con accuratezza diagnostica prossima al 100% e di definire i diametri dell’aneurisma, la presenza nel lume di trombosi parietali e/o endocavitarie e i limiti superiore e inferiore con buona approssimazione. Tale esame peraltro non sempre è affidabile nella definizione dei limiti dell’aneurisma e nello studio dei rapporti con l’origine delle arterie renali.
3) La tomografia assiale computerizzata (TAC) che permette di mettere in evidenza l’aneurisma e rilevare l’eventuale presenza di trombi: indagine altamente affidabile anche per la valutazione dei diametri, la definizione dei limiti e dei rapporti con le strutture circostanti oltre che per la diagnosi di rottura dell’aneurisma. Particolare interesse ha la tomografìa assiale con tecnica spirale, che consente la ricostruzione tridimensionale dell’aneurisma.
4) L’arteriografia non viene impiegata per la diagnosi della malattia. Infatti essa visualizza solo il lume e, se questo è occupato da trombi, può indurre erroneamente a ritenere il diametro più piccolo di quello reale o addirittura dare un falso negativo.  Essa trova impiego fondamentalmente per esplorare alcuni particolari aspetti, utili in alcuni casi per la strategia terapeutica da adottare.
5) La risonanza magnetica (RM)è indagine dì recente introduzione nella diagnostica delle vasculopatie ed è molto valida per accuratezza diagnostica e spettro dì dati che può fornire.

Chi è a rischio?

Sono notoriamente a rischio soggetti di sesso maschile di età superiore a 60 anni o più giovani, con familiarità per patologia aneurismatica (fratello, padre), nonché gli uomini con altre arteriopatie (angina, arteriosclerosi, ipertensione).

Che cos’è l'aneurisma dell'aorta addominale?

Mercoledì 03 Novembre 2010 10:40 Pubblicato in Aneurisma

aorta_normaaUn aneurisma è una dilatazione di un arteria indebolita che si espande come un palloncino, in maniera del tutto simile a quanto accade ad un pneumatico consumato. La parete arteriosa si assottiglia per la perdita di tessuto elastico e in quel punto si crea un rigonfiamento dell’arteria, con il rischio di rottura.
L’arteria più frequentemente colpita è l’aorta, la principale arteria dell’addome.?
L’aorta subisce l’impatto di circa 2,5-3 miliardi di battiti cardiaci nell’arco di una vita media, distribuendo in tutto il corpo circa 200 milioni di litri di sangue. Il carico pressorio esercitato sulle sue pareti può causarne il progressivo indebilimento con finale evoluzione aneurismatica.
Un’aorta normale al di sotto delle arterie renali ha un diametro di circa 2,3 cm nell’uomo e di 1,9 cm nella donna ma varia con l’età e le dimensioni del corpo.
Gli aneurismi sono quattro volte più comuni tra gli uomini che tra le donne
Viene generalmente considerata aneurismatica l’aorta avente un diametro minimo compreso tra i 30 e 40 mm, con un rapporto aorta addominale sottorenale/soprarenale variabile tra 1.5: 1 e 2 : 1.
L’aneurisma dell’aorta addominale (AAA) è raramente presente al di sotto dei 50 anni, aumentando la sua incidenza dai 60 anni in su. Un’indagine ecografica ha evidenziato il 2.6% di AAA tra i 60 e i 64 anni, il 6% tra i 65 e i 74 e il 9% dopo i 75 anni. Il sesso maschile è colpito in rapporto di 6 : 1 rispetto al sesso femminile.
L’aneurisma dell’aorta addominale sottorenale è quello di più frequente riscontro e la sua incidenza va dall’1.5% (autopsie), al 3.2% (ecografie in pazienti non vascolari), al 5% (ecografie in coronaropatici), al 9.6% (pazienti vasculopatici), al 53% (portatori di aneurisma femoro-popliteo). La patologia è sicuramente in aumento: l’incidenza negli USA è passata dall’8.7 per 100 mila persone/anno nel 1950-60 al 36.5 per 100 mila persone/anno nel 1979 -1980.
Il tasso medio dì crescita annuale del diametro massimo dell’aneurisma è di 0.4 cm ma l’espansione è in funzione del diametro iniziale ed è circa 0.25 cm per quelli inferiori a 4 cm e 0.6 cm per quelli di diametro superiore a 5 cm. L’incidenza per anno di rottura dell’AAA varia dal 4.1 al 19% sulla base del diametro: la curva del rischio di rottura ha una aumentata pendenza quando I’aneurisma supera i 6 cm.
Gli aneurismi aterosclerotici costituiscono circa il 70-80% degli aneurismi dell’aorta addominale.  Quelli aaa_rottoinfiammatori costituiscono il 3,5-10% del totale.
I processi di logoramento e dì lacerazione legati all’invecchiamento sicuramente agiscono sulla solidità dei diversi componenti della parete arteriosa. Inoltre, l’aorta subisce l’impatto di circa 2,5-3 miliardi di battiti cardiaci nell’arco di una vita media, distribuendo in tutto il corpo circa 200 milioni di litri di sangue. Il carico pressorio esercitato sulle sue pareti può causarne il progressivo indebolimento con finale evoluzione aneurismatica.

Diversi studi suggeriscono che l’età, specie al disopra dei 60 anni, gioca un ruolo importante nella dilatazione dell’aorta. Una caratteristica dell’aneurisma dell’aorta sembra essere la familiarità.  Tra i fattori di rischio che contribuiscono alla formazione dell’aneurisma ci sono: l’ipertensione, il colesterolo,  il fumo, la familiarità, il diabete. Meno direttamente implicati l’obesità e lo stress.

La rottura dell’aneurisma dell’aorta addominale colpisce migliaia di persone ogni anno, per la maggior parte soggetti di sesso maschile di età superiore a 60 anni.